Vite e vino

Chi non coltivava la vite in brianza? Giusto quel che basta per fare un po’ di nostranello da bere in casa, per conservare i grappoli fino a Natale, o per vendere alle osterie della bassa i grappoli migliori

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  • Roberto Milani. Proprietà del legno di castagno

    Roberto Milani ricorda alcune caratteristiche del legno di castagno: un legno non molto adatto alla combustione, e quindi poco usato per camini e stufe, ma ottimo per paleria o come materiale di costruzione.

  • San Michele. Con quali uve si faceva il vino?

    Giovanni Corbetta ricorda quali tipi di uva venivano coltivati attorno a San Michele e come si faceva il vino.

  • Camporeso. Il cibo e l'acqua

    La vita contadina di Camporeso permetteva la produzione del cibo di cui poi si alimentavano i suoi abitanti. L'accesso all'acqua era poi garantito da una fontana in corte, ma anche da alcune sorgenti: ul funtanòn e ul funtanén

  • Camporeso. Lavorare la terra

    Percorrendo la strada che porta a Galbiate, sono ancora presenti i segni del lavoro dell'uomo per coltivare la terra: i terrazzamenti che permettevano le coltivazioni di grano, mais, vite, ecc... Importante era la presenza di teleferiche che permetteva il trasporto di fieno, legna, ecc... da luoghi più elevati del Monte Barro fino a Camporeso.

  • Val di Sciatt. Dove si torchiava l'uva?

    Tutti i contadini coltivavano l'uva per prodursi un po' di vino: pigiato in casa, nel torchio più vicino o grazie al torchio ambulante che passava per le case. Ogni famiglia lavorava l'uva per avere una piccola scorta di vino; solo quello buono veniva venduto, o regalato...

  • Enrico Panzeri. Pali per i vini piemontesi

    Il legname del bosco ceduo di castagne veniva destinato a diversi usi: Enrico Panzeri ricorda in particolare i grandi quantitativi che venivano ritirati a Figina per essere portati in Piemonte, a servire i rinomati vitigni,

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