Alimentazione

Cibi semplici, spesso coltivati direttamente dalla famiglia o acquisiti anche con il baratto, erano alla base dell’alimentazione tipica dell’alta brianza. Immancabile la polenta, più rara ma presente la carne, per un “menù” che seguiva il corso delle stagioni e delle colture

Video

  • Consonno. Si campava bene a Consonno?

    A Consonno la coltivazione dei campi e dei boschi consentiva alle famiglie di aver sempre cibo a sufficienza e di commerciare con profitto le eccedenze. Vittorio Panzeri rievoca la sua infanzia in una famiglia contadina.

  • Roberto Milani. L'innesto del castagno

    Ogni primavera le piante di una selva andavano rinnovate, attraverso innesti di nuove piante: una tecnica abbastanza delicata, che non tutti sapevano praticare, e che era fondamentale per mantenere il patrimonio di famiglia.

  • Roberto MIlani. L'essiccatoio della comunità

    Gli essiccatoi - secau, venivano detti - sono del tutto scomparsi sul Monte di Brianza già nella prima metà del Novecento. Uno di questi si trovava a Consonno, ed era gestito in comune dai suoi abitanti.

  • San Michele. Con quali uve si faceva il vino?

    Giovanni Corbetta ricorda quali tipi di uva venivano coltivati attorno a San Michele e come si faceva il vino.

  • Camporeso. Il cibo e l'acqua

    La vita contadina di Camporeso permetteva la produzione del cibo di cui poi si alimentavano i suoi abitanti. L'accesso all'acqua era poi garantito da una fontana in corte, ma anche da alcune sorgenti: ul funtanòn e ul funtanén

  • Val di Sciatt. Pane bianco in tempo di guerra

    Sotto il fascismo la battaglia del grano doveva essere combattuta per obbligo dai contadini che però, pur coltivando il frumento, vedevano il pane bianco come un lusso, da nascondere

  • Val di Sciatt. L'osteria da Camell

    Per tanti anni in Val di Sciatt c'e' stata un'osteria, dove gli uomini andavano a giocare a bocce, alla morra, a bere un bicchiere o mangiare la busecca il sabato. Le donne compravano il vino per il pranzo, e la televisione diventava un motivo per ritrovarsi tutti, la sera

  • Aizurro. Cosa si portava al mercato?

    Ricordando quello che le famiglie riuscivano a vendere al mercato, Tina Colombo ci racconta cosa si coltivava, quali prodotti erano destinati al consumo e quali alla vendita, ricostruendo il quadro di un'economia familiare che si avvaleva del contributo di tutti.

  • Aizurro. Le specialità di Santina

    Nell'osteria di Santina si gustavano piatti tipici lombardi, come la polenta con cacciagione in umido, ma anche una gustosa paella...

    I temi
    Alimentazione
  • Mondonico. Cacciatori tra capanni e roccolo

    Quasi tutti cacciatori a Mondonico. Dagli archetti per catturare gli uccellini da tenere in gabbia al roccolo per cacciare in modo più professionale; Domenico Panzeri, anche con un po' di rammarico, ricorda come fosse normale anche mangiare gli uccellini in umido.

  • Mondonico. Le nostre castagne... e quelle rubate

    I boschi di Mondonico erano ricchi di castagne, che venivano raccolte ancora acerbe e conservate, come spiega Giuseppe Milani, nei ricci per evitare che marcissero. Eppure, soprattutto tra i ragazzi, era sempre forte la tentazione di andare a rubarne ai "muntagnat" di Campsirago e Campiano.

  • Mario Galbusera. Le varietà del Campanone

    Nelle selve intorno al Campanone della Brianza, la famiglia Galbusera coltivava quattro varietà locali ormai quasi scomparse

  • Mario e Giovanni Galbusera. Le stagioni nella selva

    I fratelli Galbusera raccontano l'avvicendarsi dei lavori di mantenimento e di pulizia della selva durante il volgere delle stagioni: un'attenzione continua per mantenere produttivi i castagni da frutto, risorsa non secondaria nell'economia famigliare

  • Enrico Panzeri. La russera di Figina

    Tra le varietà locali coltivate sul Monte di Brianza, la russera è ricordata a Figina e a Consonno. A Figina, poi, si coltivavano le varietà che troviamo diffuse in Brianza: agostane e settembrane soprattutto.

  • Angelo Cazzaniga. La raccolta delle castagne

    I periodi della raccolta delle castagne coinvolgevano tutta la famiglie, ognuno con il suo ruolo. A Biglio, l'ultima domenica della raccolta si festeggiava tutti insieme con una burollata fatta nel bosco.

  • Angelo Cazzaniga. La filastrocca delle settembrane

    I tempi della raccolta delle castagne erano legati anche dal calendario liturgico o alle festività locali. Angelo Cazzaniga ricorda una particolare filastrocca che dettava in qualche modo il ritmo della raccolta delle settembrane.

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